Roma: Roberto vive!

La «colpa» di Roberto era che, al momento del suo omicidio, aveva in tasca qualche canna da fumare con gli amici. Fino al marzo del 1982, quando il «pentito» Cristiano Fioravanti rivendicherà con chiarezza la paternità, sia pur non materiale, di quell'omicidio, gli esecutori per molti non hanno voluto avere nome. Per anni Roberto è stato per la stampa uno spacciatore ucciso nella guerra tra bande di quell'emarginata zona-ghetto di Roma. Non una sua parola sul suo impegno politico, prima come militante di Lotta Continua, poi come occupante attivo del centro sociale di via Calpurnio Fiamma.


In una scritta, quando il 30 settembre di un anno prima era stato ucciso Walter Rossi, Roberto, pur non conoscendolo direttamente, lo aveva così ricordato: «Una lacrima scivola sul viso, una lacrima che non doveva uscire, il cuore si stringe, si ribella, i suoi tonfi accompagnano slogan che si alzano verso il cielo "non basta il lutto pagherete caro pagherete tutto"».
Così, all'indomani della morte, i compagni di Cinecittà lo ricordavano: «Roberto era un compagno che lottava, come tutti noi, contro 'emarginazione che Stato e polizia gli imponevano. E' caduto da partigiano sotto il fuoco fascista».

 

28 febbraio presidio piazza Don Bosco ore 17.00

Roma: Verbano Scialabba : Assemblea cittadina - memoria e impegno

Valerio Verbano Roberto Scialabba

Oggi come ieri contro la pacificazione autoritaria della democrazia borghese.

memoria e impegno.

La borghesia, come l’opportunismo, vuole trasformare i nostri compagni assassinati in icone inoffensive, per svuotarle di contenuto, per venderle sul mercato del politicismo pacificatore e del trasformismo elettorale.

NON CI RIUSCIRANNO!
La nostra lotta e’ piu’ forte.

La memoria di tutti i nostri morti sta trasformandosi in impegno per riproporre le ragioni della loro lotta, aggiornandone il pensiero ai compiti attuali per la trasformazione della societa’.
Oggi, il processo di ristrutturazione sociale e di semplificazione politica fa’ il paio con la maturazione autoritaria della democrazia borghese.
A noi l’obbligo di comprenderne i passaggi, innervando il percorso della lotta di classe, nella prospettiva del suo superamento.

 

24 febbraio ASSEMBLEA CITTADINA
ore 17.00
Facolta' di Fisica alla Sapienza
vecchio edificio

 

a.c.c.c.p.
c.l.a.r.o
ex 51
c.d.l. quadraro
COMBAT

GLS di Cerro al Lambro - Manganellate contro gli operai a difesa dello sfruttamento nell’illegalità

13 febbraio 2010

Ieri notte (12-13 febbraio) vi è stato il secondo sciopero alla GLS di Cerro al Lambro (logistica), da parte degli operai, al 100% immigrati.

Un folto gruppo di attivisti, tra cui operai immigrati di altri magazzini, ha dato manforte ai lavoratori GLS, formando un picchetto di un centinaio di persone per bloccare i TIR come già la scorsa settimana.

Questa volta squadre antisommossa di polizia e carabinieri hanno aggredito i partecipanti al picchetto a manganellate, provocando lesioni in testa a molti, e mandandone uno all’ospedale.

Non è strano che le “forze dell’ordine” vengano usate per infrangere la resistenza operaia, a sostegno degli interessi padronali; è sempre avvenuto e sempre avverrà, specie quando il movimento operaio è debole, finché lo Stato sarà l’espressione della classe dominante.

MA vogliamo far notare: qui lo Stato interviene a difesa di chi lo truffa quotidianamente, pagando in nero buona parte delle ore lavorate, evadendo imposte e contributi per milioni di euro. Il sistema nazionale della logistica è stato dato in appalto a centinaia di cooperative che sono in realtà associazioni a delinquere oltre che a sfruttare.

 

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Fuoco amico? Quando i comunisti sparano sugli operai

9 febbraio 2010

Recensione del libro:

"Guido Caccia, L’altrocomunismo nella Rivoluzione russa. Opposizioni Rivoluzionarie nella Russia Sovietica 1917-1921, Quaderni di Pagine Marxiste, Milano, 2009"

 

Poche, ma sentite parole. È questo il commento che viene spontaneo fare leggendo il libro di Guido Caccia. Con «poche, ma sentite parole»
(134 pagine, accompagnate da una sintetica ma assai significativa documentazione), l’autore affronta una delle più dilanianti questioni del Novecento, l’involuzione della rivoluzione russa.
Sull’argomento esiste una vastissima bibliografia, nella quale, uttavia,
prevalgono criteri e giudizi spesso viziati da orientamenti politici, ancorché sottesi. Caccia ha il merito di andare alla radice; prende di petto gli episodi critici che, fin dall’inizio, pregiudicarono lo sviluppo del processo rivoluzionario socialista, evitando sia estemporanee giustificazioni sia altrettanto estemporanee recriminazioni.
Il momento culminante dell’involuzione fu l’insurrezione di Kronstadt del marzo 1921, che spaccò il movimento operaio rivoluzionario: da una parte, le tendenze comuniste più o meno vicine alla Terza Internazionale; dall’altra, le tendenze di ispirazione anarchica, libertaria e comunistaconsiliarista, che con l’Internazionale comunista ebbero brevi e tribolati contatti.

 

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Contro l'energia dei padroni ed il loro ambientalismo!

8 febbraio 2010

L’ambiente e’ frutto del sistema economico che lo produce, ne e’ un effetto.
Sempre.
Oggi, l’ambiente, e’ figlio dell’epoca capitalistica, e del suo imputridimento.
Ogni tentativo di migliorarlo,
se non fa il paio con la lotta per il soppiantamento del sistema,
e’ solo una vuota, folcloristica, volontaristica parola,
quando non un nuovo affare.

Un nuovo ambiente in un nuovo mondo
Per una critica dell’energia padrona, e del suo ambientalismo.

 

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Né codisti, né elitari, né fatalisti

19 gennaio 2010

lavoratori in sciopero alla S.Pellegrino (marzo 2009) lavoratori in sciopero alla S.Pellegrino (marzo 2009)
Da nove mesi ormai si è aperta “ufficialmente” la crisi economica e finanziaria mondiale, a cui i mutui sub-prime americani hanno fatto da detonatore.
Tutta la sinistra rivoluzionaria - partitica,associativa e movimentista - si è messa d’impegno a cercare d’individuare caratteristiche-tempistiche-cadute e ricadute di questa crisi, producendo analisi in alcuni casi sicuramente pregnanti.
 
Ma, come diceva Engels: “ The proof of the pudding is in the eating”… la prova del budino è nel mangiarlo.
Qual è per noi la prova del budino? E’ il capire quanto e come la crisi abbia le sue ricadute nella classe, per sviluppare un’azione politica, partendo dalle esigenze operaie, in grado di collegare concretamente strati di proletari al movimento rivoluzionario.
Questo è l’imperativo a cui ci chiama la crisi del capitalismo attuale. E se noi, per faciloneria, per settarismo, per un malinteso senso d’“élite”, per fatalismo, non sapremo attuare nel breve-medio periodo alcun collegamento … dovremo seriamente chiederci a cosa servono tutte quelle sigle e quei proclami che portiamo in giro.
Riprendo il discorso dalla “provincia” bergamasca, che economicamente tanto “provincia” non è, se la sola città capoluogo, su 117.000 residenti, registra, a gennaio 2009, oltre 13.000 imprese! Uno dei tassi più alti del territorio nazionale … Qui la crisi, e lo vedremo, ha colpito e colpisce duro l’occupazione, in tutte le sue tipologie, ma non c'è tracollo di aziende!
L’“Infocamere” di Bergamo, nell’aprile scorso, segnalava che le aziende iscritte alla Camera dell’Industria e del Commercio della provincia passano da 93.959 di fine 2008 a 93.431 al 31.03.’09. Un calo di 528 aziende (-0,56%, su una media lombarda di -0,47% e su quella nazionale di -0,64% ). Ripeto: c’è calo, ma non c’è tracollo.
E’ vero che la crisi è lunga e profonda, e che anche un solo mese pesa più che nel passato, ma questi segnali non sono da “effetto ’29“! Essi dovrebbero casomai far riflettere sul riposizionamento che le aziende di ogni tipo stanno attuando, ovviamente a colpi di tagli occupazionali e salariali, in vista di riconversioni, non di chiusure tout-court. Almeno per ora …
Questo lo abbiamo potuto osservare in prima persona in quella che rimane, fino ad ora, l’unica vertenza “seria”, cioè combattuta, della provincia: quella della S. Pellegrino; dove un pesante intervento aziendale sull’organizzazione del lavoro e sulla flessibilità interna,aveva preso inizialmente la forma di mobilità secca per 282 lavoratori del Gruppo.
Sul versante occupazionale, mentre in Lombardia (dati CGIL di giugno) da gennaio a giugno ’09 ci sono stati 23.000 lavoratori licenziati ( N.B:: gli “atipici” non rientrano nel conteggio, anche perché gran parte di loro è stata espulsa a dicembre 2008 ), che sono il 63% in più sullo stesso periodo del 2008, ciò che si nota è il boom delle casse integrazioni. Più 381%, per un totale di 75.847.415 ore, sul 2008, scorporate in un + 615% di CIGO e un + 143% di CIGS.
I dati bergamaschi ,sempre di fonte CGIL, ci dicono che nel maggio appena trascorso le ore di CIGO sono state 1.375.923 contro le 108.147 del maggio 2008 ( + 1.200% c.a.), mentre quelle di CIGS hanno raggiunto quota 818.569 contro le 189.486 ore dell’anno prima ( + 400% c.a.). I lavoratori coinvolti sono vicino alle 40.000 unità.
Dal momento che i precari, e molti immigrati sfruttati nel sottobosco del nero e del sommerso, non sono ritenuti degni neppure di essere contati…E’ sul largo uso fatto finora degli ammortizzatori sociali che bisogna centrare l'analisi delle lotte, aggiungendovi pure le “ballerine” casse in deroga”, cioè i Fondi versati da Regione e Governo per “sostenere”, male e temporaneamente, i lavoratori che non ne hanno diritto cioè quelli dipendenti dalle micro-imprese (totale di 1 miliardo e 641 milioni di euro, bastanti, dicono, a coprire tutto il 2009 in regione).
Le grandi e medie fabbriche - fatta eccezione della già ricordata S. Pellegrino - sono come immobilizzate dal ricorso a tavoletta della CIG, o, in casi più rari, dei “Contratti di solidarietà”, nonché dalla concertazione a 360° tra confederali, industriali, Enti locali ai vari livelli.
Tra l’altro le imprese, che i soldi li hanno, spesso accompagnano questi lunghi periodi di CIG con “concessioni” su ferie, permessi, 13° mensilità…anticipando i soldi della CIG… e questo “è positivo”, dice lo stesso Mirko Rota, segretario generale della FIOM di Bergamo (“L’Eco” del 28.04.2009). Da notare anche che i lavoratori in mobilità, cioè i licenziati,aumentano sì del 71,7% nel 1° trimestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008 (1949 contro 1135), ma mentre quelli delle piccole aziende ( dove si applica la legge 236/93) quasi triplicano le loro perdite (da 530 a 1315, +148,1%), quelli soggetti alla mobilità ordinaria (legge 223/91) aumentano le loro di neppure tre decine (da 605 a 634 unità).
Molti cassintegrati, pochi licenziati, soprattutto nelle grandi realtà.
Senza considerare ovviamente i già citati precari - che però … non esistono… - e le numerose procedure in corso di cui parleremo.
Queste connotazioni della crisi sulla classe, in una provincia manifatturiera per eccellenza come quella di Bergamo, ci spiegano in gran parte il carattere delle lotte di resistenza degli operai, che pur si producono :
Poco intense, scarsamente combattive, non collegate territorialmente tra loro, pronte a gettarsi sul meno peggio, completamente egemonizzate dai confederali.
Mettiamoci pure nel conto, e non è secondario, che stiamo parlando di zone dove il lavoro quasi “pieno” degli anni passati, ha fornito una non trascurabile “riserva” in strati significativi della nostra classe.
Ma come si dice il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Nella marea di cassintegrati (soprattutto metalmeccanici) ci sono singole realtà di per sé significative che dicono da una parte cosa tocchi agli operai quando la volontà del padrone è liquidare l'azienda: dicono del vassallaggio confederale e della inanità truffaldina istituzionale. E dicono infine, dall'altra parte che molte situazioni, per ora sospese, potrebbero,da qui a qualche mese, esplodere rovinosamente e perche no? in maniera salutare per la lotta di classe.

Gli operai di Rosarno si sono incazzati

10 gennaio 2010

Gli operai, nel capitalismo, sono merce.
Sfruttati fino ad essere spremuti.
Poi gettati via.
Quasi sempre.
Gia’.
Quasi sempre.

 

A Rosarno, gli operai neri succhiati da mafia e societa’ civile, hanno detto no!

E lo hanno detto a modo loro, senza tanti complimenti.Loro, gli operai neri di Rosarno non hanno tanta confidenza con la politica, ne’ col sindacato, ne’ con le buone maniere .Il loro stomaco reclama, come la loro dignita’.
Non vogliono piu’ morire, gli operai neri di Rosarno, ne’ vogliono continuare a sopravvivere come topi, buoni solo quando lavorano o stanno ficcati nelle loro tane, ad essere bersaglio della falsa coscienza civile.
Si sono incazzati un po’, gli operai neri di Rosarno, ed hanno fatto un po’ di chiasso. Ma, soprattutto, hanno messo paura, gli operai neri di Rosarno, un po’ a tutti.

Paura che il loro esempio si riproduca, che il loro coraggio non resti solo, che il contagio della rivolta si diffonda.


Noi, siamo con loro!


                                                                                    Combat

Con i dannati di Rosarno

10 gennaio 2009

2 mila e 80 anni fa su queste terre l’esercito di Spartaco, privo dei mezzi per collegarsi agli schiavi ribelli di Sicilia, preparava le sue ultime, disperate battaglie.

Negli anni Cinquanta del secolo scorso i braccianti della Piana di Gioia Tauro lottarono per migliori condizioni e per la terra. Gran parte di loro per migliorare la propria condizione fu poi costretta ad emigrare, al Nord, in Germania.

Da una quindicina d’anni altri migranti vengono chiamati nell’inverno a raccogliere le arance, spesso gli stessi che hanno raccolto i pomodori nell’estate in Campania e in Puglia, che hanno raccolto le olive nell’autunno – ma quest’anno tra quei neri raccoglitori si sono sentiti anche accenti bresciani e veneti, operai di fabbrica espulsi dalla crisi. Una migrazione nella migrazione, non la corsa all’oro del Klondike, ma per sopravvivere. 12-15 ore al giorno per 15-18 euro, raccontano le testimonianze. Un prezzo con cui si può sopravvivere solo se non si paga l’affitto di un’abitazione decente. Il sistema della moderna schiavitù agricola non prevede per la forza lavoro neppure le stalle riservate agli animali.

 

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Ciao Sher Khan

4-12- 1957 -  9-12- 2009 4-12- 1957 - 9-12- 2009

Una vita vera quella di Sher Khan. Emigrato dal Pakistan, girò tutto il mondo come marinaio sulle petroliere, prima di arrivare in Italia a metà degli anni '80. Quì divenne uno dei più accaniti lottatori per i diritti degli immigrati, tutti, senza nessuna distinzione di nazionalità, razza, etnia o religione. Il suo coraggio, la sua generosità e la sua umanità lo portarono sempre in prima fila, in ogni manifestazione, scontro, occupazione. E per questo fu ribattezzato Sher Khan, "tigre", che nella sua cultura è un onore riservato solo a chi possiede tali qualità. Il sistema e le sue istituzioni, non riuscendo a comprarlo o "normalizzarlo" con qualche fasulla carica in comune, lo braccarono con accuse infamanti, denuncie, carcere e cie, minandogli la salute. E forse ora gli dedicheranno una targa alla memoria.

 

Ma chi era dalla sua stessa parte della barricata lo omaggerà in altro modo, a lui più congeniale e gradito, prima o poi.

 

"Le classi degli oppressori hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è sempre stata accolta col più selvaggio furore, coll'odio più accanito e colle più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni. Dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a 'consolazione' e a mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si avvilisce".

                                                      Lenin 'Stato e rivoluzione'

 

Fieri di averti conoscito, Sher Khan!!
Fieri della tua vita, tutta!!
Il tuo esempio ci guiderà, nella lotta e nella vittoria!!

 

       organizzazione proletaria 'La Scintilla' -Sinistra Comunista-

Resoconto di Corrispondenze Metropolitane sull'emigrazione

26 dicembre 2009

Riportiamo di seguito la trascrizione del quarto incontro del ciclo seminariale “Sogni e Bisogni”. Si tratta di un momento di discussione avente per tema “La nuova soggettività immigrata nelle metropoli”, svoltosi il 4 dicembre 2009 al Magazzino Rosa Luxemburg. L’interlocutore, con cui viene sviluppata da diversi/e compagni/e una conversazione che presenta elementi di informalità, è Edgar Galiano, ecuadoriano, Segretario generale del Comitato Immigrati e tra i promotori del Comitato Lavoratori Immigrati e Italiani Uniti, originale esperienza costituitasi nei mesi scorsi. Va detto che le tesi sostenute in questo incontro, a partire da quella che vede l’immigrazione non come un fenomeno spontaneo inarrestabile, bensì come un processo “guidato” dal Capitale, possono suscitare accese discussioni. Ma proprio qui sta la forza di un momento come questo: nella capacità di non considerare dogma il verbo sin qui dominante in materia, nel cercare di proporre una nuova lettura di un processo, quello dell’immigrazione, che non può più essere interpretato alla luce degli schemi forniti dall’antirazzismo solidale. Un altro aspetto che ci preme sottolineare, nel discorso di Edgar, è quello relativo all’atteggiamento assunto da gran parte della sinistra italiana nei confronti dei processi di organizzazione in proprio degli immigrati. In questo caso Edgar ci propone delle verità forse scomode, ma che sarebbe sbagliato sottacere.

 

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Il nostro odio e' di classe!

16 dicembre 2009

Noi non deleghiamo nessuno, ne' tifiamo per occasionali vendicatori.
Non parteggiamo per nessuna della parti politiche in causa in questo
falso scontro dopo il "lancio del duomo" che ha colpito Berlusconi.

 

L'accelerazione dello scontro politico in corso, con la stanco profluvio ideoligico bipartisan che lo caratterizza, tende a riproporzionare i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra, ed all'interno delle stesse coalizioni.

Dietro le reciproche accuse di "dittatura, eversione, terrorismo
mediatico, toni accesi, anni '70 etc " si cela il tentativo, gia' in corso, del governo di riproporre in chiave emergenziale nuove finanziarie, scudi fiscali, lodi Alfano, strette repressive, e del P.D. di proporsi come unica opposizione attualmente collaborante, responsabile e strategicamente bipolare.
Per il resto, il cannibalismo e la strumentalizzazione la fanno da padrone. Dall'I.D.V. che tenta di proporre come opposizione " non ipocrita" l'assemblaggio tra frattaglie della defunta sinistra di stato, girotondi, grilli e magistrati, all'U.D.C. che, fulminata ed arruolata nel novello c.l.n. di liberazione dal Berlusca, rosicchia trasversalmente spazio e voti al centro.
Da questo palcoscenico in cui si replica la sceneggiatura scritta dai padroni di sempre, il proletariato e' assente, soccombe, subisce i colpi della crisi non riuscendo a diventare soggetto autonomo e di VERA rottura di questa pretesa "persa, e ricercata da tutti", convivenza civile.
L'assenza di una dispiegata lotta di classe da parte proletaria da' spazio ad ogni utilizzo e strumentalizzazione da parte dei paraculi politicanti di ogni colore.
La lezione che assimiliamo e' che, anche se episodicamente e sconclusionatamente, un padrone viene leso, si pretende il lutto preventivo dell'intera "societa' civile", mentre per le quotidiane morti e lesioni di lavoro, di guerra, di fame, nemmeno i diretti interessati riescono a ribellarsi.
Questa democrazia, che insieme al volto di Berlusconi, tutto il cielo della politica ritiene lesa e da ripristinare, si conferma un imbroglio per i poveri e gli sfruttati.
Sarebbe ora che noi poveri e sfruttati lo capissimo una volta per tutti, facendo in proprio, smettendo di attaccare manifesti di altri, e di altrui interessi, continuando a votare o a fare cortei per lor signori di
destra o sinistra.
Sarebbe ora di sfuggire a falsi schieramenti pro o contro la costituzione, pro o contro la sovversione, pro o contro la violenza, ristabilendo l'assunto secondo il quale la sostanza e le forme della lotta di classe sono storicamente determinate, e stabilite solo dal rapporto di forza tra le classi.

                                                                                     Combat

L'"Europa della difesa": prime prove di volo dell'europeo A400M

15 dicembre 2009

Nei giorni scorsi a Siviglia è stato compiuto il primo volo di prova dell 'A400M, aereo militare prodotto da Airbus e che dovrebbe fornire all'Europa una 'forza di proiezione indipendente per truppe e materiale pesante'. Quest'aereo militare è stato lanciato negli anni '90 per sostituire la vecchia flotta di 180 Transall franco-tedeschi e Hercule americani che hanno in media 40 anni.
Le prime forniture si avranno nel 2013 con 3 apparecchi, 4 nel 2014, 7 nel 2015 e 4 dal 2016.
'Le Figaro*' si compiace che con il turbopropulsore da A400M (il più grande mai realizzato in occidente), Airbus entra nel mercato degli aerei militari con una apparecchio sofisticato e 'senza concorrenti'.
I paesi impegnati dal 2003 nel progetto A400M sono in negoziato per un nuovo contratto con EADS (casa madre di Airbus a partecipazione ), si vorrebbe ridiscutere la suddivisione del costo finanziario, le penalità per i ritardi e il tipo di contratto, mal di pancia degli investitori coinvolti che esprimono un interesse molto nazionale e poco europeista.

 

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L'attacco alla "democrazia" e le sorti dei comunisti

14 dicembre 2009

pubblichiamo un articolo dei compagni della 'Volante Rossa' in merito all'aggressione subita dal premier Silvio Berlusconi 

In poche ore si è diffusa la notizia che Berlusconi è stato attaccato da un proletario ingegnere di 42 anni che esasperato lo ha colpito con un oggetto.Grande commozione generale bipartisan con Berlusconi che si dà del miracolato e con parole di solidarietà di tutti i leader di partito italiani. Nel guazzabuglio è finito anche Paolo Ferrero, segretario del Partito di Rifondazione Comunista, che da buon evangelico ha sottolineato che lui sostiene la democrazia, quindi si esprime in solidarietà della povera "vittima". Per Paolo Ferrero Berlusconi è la Democrazia!!
I giornali, le radio, le tv stanno trasmettendo da ieri sera ininterrottamente propaganda a sostegno del capo del governo, per sensibilizzare l'opinione pubblica e farlo considerare un martire, un santo.

Paradossalmente l'unico (dei partiti istituzionali ovviamente) che ha avuto il coraggio di affermare che il gesto dell'aggressore è dovuto alla mancanza di condizioni di vita dignitose, a causa dei tagli in tutti i settori della società e sopratutto in quello lavorativo (in Italia ci sono 7 milioni di operai in Cassa Integrazione, è bene ricordarlo!), è stato Antonio Di Pietro.

 

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Francia: Continua e si estende lo sciopero dei sans papiers

10 novembre 2009

Lo sciopero del lavoratori sans papiers si estende. Cominciato con 3 000 scioperanti il 12 ottobre, ne raggruppa oggi 4 600, con i documenti in mano. Il movimento tocca una cinquantina di località, in cui si organizzano « picchetti», raggruppati e centralizzati per grandi professioni, dove il lavoro illegale della manodopera è importante : pulizie, sicurezza, edilizia e lavori pubblici, ristorazione e interinali. I lavoratori delle imprese interinali sono presenti in tutti i settori, ma si sono raggruppati così : assemblee quotidiane di molte centinaia di scioperanti, comitati di sciopero di circa 80 delegati per picchetto, per meglio resistere ai padroni delle agenzie interinali e delle imprese utilizzatrici, che si passano la patata bollente della loro assunzione illegale. Per la totalità delle categorie, il movimento è strutturato con delegati eletti secondo la località, che si riuniscono regolarmente per decidere sul loro movimento.

 

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Poste: in cantiere 10000 licenziamenti

28 ottobre 2009

Il Gruppo Poste Italiane ha annunciato da tempo un nuovo progetto aziendale il quale si ripercuoterebbe sui lavoratori con la perdita di 10.665 posti di lavoro in tutto il territorio nazionale.
Il settore colpito sarà quello del recapito, dove aumenterà la prestazione giornaliera a 7 ore e si taglierà il grosso delle consegne del sabato lasciando scoperte 6300 zone, verrà cancellato lo smistamento del venerdì.
Poste Italiane per ottimizzare i costi sta perseguendo una linea di esternalizzazione dei suoi servizi, dando più attenzioni al servizio del credito (Banco Posta).
Gli esuberi colpirebbero 6000 portalettere, in particolare i più esposti sono i precari ma l'azienda potrebbe ricorrere anche a prepensionamenti. Voci che corrono nelle assemblee sindacali fanno supporre che i licenziamenti colpirebbero maggiormente le grandi città industriali in particolare le zone periferiche.
A questo i lavoratori stanno rispondendo con assemblee, organizzazione e lavoro di informazione; tra le più significative quelle tenute la settimana scorsa ad Empoli e Firenze, dove è stato prospettata la possibiltà di uno sciopero a breve.
Emblematico il ruolo dei sindacati confederali, passivi e assenti, poco inclini ad informare i lavoratori dei piani aziendali.
I lavoratori delle poste più anziani ricordano che anche nel '95 a seguito dei licenziamenti dovuti alla privatizzazione delle Poste le lotte ci furono ma non furono generalizzate in tutti i settori e con i prepensionamenti l'azienda comprò l'esubero di tanti postali con la mediazione dei sindacati. Si cercò di soffocare le lotte dividendo i lavoratori.
Oggi non deve finire così. Non ci stiamo alla trattativa sul male minore, la lotta deve essere impostata perchè non passi neanche un solo licenziamento.
Unità delle lotte, autorganizzazione!

 

                                                                                         l.s.

 

Colpo di Stato : L’Honduras pedina dello scacchiere imperialista

1 ottobre 2009

Il 28 giugno 2009 con un intervento militare veniva deposto il presidente Manuel Zelaya assieme ai principali membri del suo governo; Zelaya veniva successivamente espulso in Costa Rica. A Zelaya subentrava un governo de facto con a capo Roberto Micheletti sostenuto dai golpisti; tra i collaboratori di Micheletti Billy Joia Améndola, già fondatore degli squadroni della morte nel corso della guerra fredda, addestrato alla contrainsurgencia negli USA e già inviato nel Cile di Pinochet.

Le condizioni per il golpe si sono attuate quando è stato chiaro che tutti i poteri forti, legislativo, giudiziale, impresari, banchieri, esercito, chiesa cattolica, chiese evangeliche erano contro il governo. Zelaya aveva avviato interventi per uscire dalla crisi economica che andavano contro gli interessi delle grandi imprese honduregne, adottando una linea populista con interventi verso le fasce più basse della popolazione: costruzione di scuole in aree rurali, aumento dei salari minimi, lotta all’analfabetismo, nuovi ospedali; aveva dichiarato l‘intenzione di arrivare ad un‘Assemblea Costituente; aveva cercato appoggi interni non trovandoli, ma ricevendone uno esterno che non poteva passare inosservato, quello di Chávez, che aveva prontamente offerto fornitura di petrolio  a prezzo ridotto e con pagamento dilazionato. Dopo due anni di appoggio al trattato di libero commercio con gli USA, aveva deviato verso i progetti di integrazione economica tra Paesi dell’America Latina come l’Alianza Bolivariana para las Americás (ALBA). Il tutto ha messo in moto la macchina del colpo di stato.

 

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Autonomia Operaia passato o futuro?

21 settembre 2009

Sabato 26 settembre
Villa Mirafiori ( facolta’ di filosofia )
via Carlo Fea nr. 2
ore 10.00
incontro con l’autore di
“autonomia operaia”
Emilio Quadrelli
seguira’ pubblico dibattito

 

A 40 anni dal ’69, non possiamo ridurci alle commemorazioni, ne’ alle rimpatriate nostalgiche, tantomeno indulgere in mitizzazioni.
Per noi c’e’ l’esigenza di un bilancio che sappia cogliere la lezione storica del quarantennio ’69-2009, di una riflessione che porti ad alcune conclusioni operative.
In definitiva, per superare gli eterni ed inconcludenti dibattiti salottieri tra sopravvissuti e le adunate di combattenti ( pochi ) e reduci ( tanti ), piu’ che rinvangare i “bei tempi”, si tratta di utilizzare i “bei tempi” per i futuri tempi, meno certi e fors’anche “meno bei”.
Il cuore della lezione del ’69 sta, secondo noi, nel rapporto tra movimenti ed organizzazioni.
Per questo, pensiamo utile riproporre, alla luce dell’esperienza della “guerra dei 40 anni”, la questione dell’organizzazione, contro l’odierno praticismo immediatista di certo movimentismo senza movimenti, e contro il catacombismo dei “testimoni di Marx”, eterni templari a difesa del sepolcro della teoria.
La questione dell’organizzazione va posta nel senso della lotta per l’organizzazione, cioe’ di un dato instabile, non preconfezionabile, non riconducibile ad alcuna fondazione estetica, ne ad alcun esercizio di immagine.
L’organizzazione e’ un processo di interlocuzione, di innervamento con il movimento reale, che contesta e tendenzialmente supera anche tante nostre inveterate ruggini abitudinarie.
Questo processo carsico si e’ avvalso negli ultimi 2 decenni di una propria intelaiatura informale, caratterizzata da 2 nodi, nel tempo affrontati e sciolti:
:il nodo dell’internazionalismo, liberato dal nazionalismo delle “lotte di liberazione”, ed il nodo della partecipazione elettorale, evoluta dall’astensionismo tattico all’antiparlamentarismo strategico.
Oggi, a 40 anni dal ’69, si pone ed impone il 3° nodo, quello dell’organizzazione.
Per noi, scioglierlo significa proiettarci nel futuro utilizzando il passato, i tanti errori commessi, le poche intuizioni, le molte sconfitte, le episodiche vittorie. 

                                                                               Combat

 

Impulso! numero cinque

10 settembre 2009

 

 

 

 

 

è uscito il numero 5 della fanzine

oltre le buone intenzioni

 

per richiederlo: redscintilla@libero.it

 

Divide et impera antioperaio nel Xinjiang

14 luglio 2009

I sanguinosi disordini nello Xinjiang hanno costretto il premier Hu Jintao ad abbandonare la passerella del G8 e rientrare frettolosamente in Cina per dirigere la repressione. La sua abilità in questo campo, applicata con la stessa determinazione in passato in Tibet, gli ha spianato la strada al potere; e anche stavolta l’ha applicata con la piena approvazione della borghesia di Stato e privata cinese che lo ha espresso e dei cui interessi di classe è interprete ed esecutore.

A differenza del Tibet, vecchio cavallo dibattaglia utilizzato spesso dall’imperialismo americano ed europeo per mettere diplomaticamente in difficoltà il governo cinese, una “questione nazionale uigura” per ora non è seriamente impugnata da nessuno dei concorrenti internazionali della Cina. I diritti umani in Xinjiang o nelle fabbriche cinesi sono al massimo oggetto di curiosità giornalistica o dell’impegno di singole organizzazioni umanitarie e solo poche minoranze internazionaliste sono oggi consapevoli che il sangue versato in Xinjiang o nel Guandong è il sangue della classe operaia che sta pagando la crisi internazionale anche attraverso lotte fratricide, mobilitata su parole d’ordine razziste secondo un copione vecchio come il capitalismo.

 

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G8: Imagine

12 luglio 2009

I vertici dei padroni sono la ratifica spettacolare dei processi profondi, molecolari e quotidiani del loro sistema di comando; spesso insufficienti ed inutili formalizzazioni, e comunque non corrispondenti ai necessari vincoli di allargamento partecipativo del nuovo mondo pluripolare.
I controvertici, come in uno specchio, rimandano alla stessa insufficienza ed inutilita’ di ogni catalizzazione, esprimendosi a volte con le forme estetiche della contestazione concertata, a volte con le forme di un ricercato protagonismo mediatico, comunque non espressione di un radicamento sociale frutto dell’intervento di classe quotidiano.
Vogliamo dire che la forma del contrasto tra vertici e controvertici non garantisce la sostanza, l’efficacia ed il raggiungimento degli obiettivi contrapposti.

 

Contro i padroni del mondo
contro il mondo dei padroni.


IMAGINE
un mondo senza crisi
una societa’ senza classi
un lavoro senza sfruttamento un’umanita’ senza oppressioni

Nessuno ce li regalera’ , li conquisteremo con la lotta di classe

Lontani dalla societa’ della politica, della mediazione,
della strumentalizzazione elettorale, della spettacolarizzazione,
costruiamo nella quotidiana internita’ di classe
le prossime battaglie decisive.

Sdegnamo di nascondere le nostre intenzioni

SIAMO PER LA RIVOLUZIONE.

Lo sviluppo quanto la crisi trovano la loro esplicazione altalenante nei tempi storici del ciclo capitalistico.
Sia lo sviluppo che la crisi capitalistici sono processi, che abbisognano di accumulo e dislocazione di forze, virtualmente costretti in date, eventi e catalizzazioni per comodita’ di individuazione, studio ed intreccio connettivo.
L’attuale svolgersi della societa’ mediatica fa il resto, con la spettacolarizzazione dei “vertici”, specchi rovesciati dei tentativi, spesso unitili, di comprensione e soluzione delle crisi indissolubilmente legate ed ineliminabili dal processo storico-naturale di sviluppo capitalistico.
Vogliamo dire che l’attuale risposta alla crisi che intreccia “nuove regole globali” ad un “capitalismo di stato temperato” imposti dal “nuovo mondo pluripolare” in formazione, trovano nei G8 una sorta di spot-trailers del prossimo futuro, con i “grandi” burattini senza fili apparenti a presentarlo.

Uno spettacolo costoso, ed inutile!

Tutti i suoi protagonisti lo sanno, ma fanno finta di crederci, servendo i loro padroni ed il loro sistema, facendosi vedere operosi ed impegnati a risolvere i problemi dell’umanita’.
Di converso, anche le “contestazioni” dei controvertici hanno progressivamente acquistato lo stesso senso della sceneggiata ( ripetitiva quando non concertata ) tanto costosa quanto inutile.
Non sara’ qualche corteo, o qualche secchio di vernice, a frenare la crisi, ne’ tantomeno a criticare il capitalismo.
Glissiamo, per rispetto dell’altrui e della nostra dignita’, sulla penosa conduzione dell’ultima “campagna NO/G8”, dove le notorie esigenze di “protagonismo e rianimazione politica” trascurano perfino le contestazioni autoctone delle popolazioni abruzzesi.
Una valanghetta di “piccoli boyscout antagonisti” piu’ in macerie dei luoghi che, soli, vorrebbero attraversare, sta facendo tramontare la stagione dei “controvertici”.
Solo l’individuazione, la comprensione, l’analisi dei reali processi in corso puo’ produrre una critica ed un’azione diretta quotidiana nel solco delle lotte di classe.
Solo la ricostruzione dell’organizzazione autonoma anticapitalistica, al di la di ondivaghi “movimenti” spesso etero-diretti, puo’ porre le basi per lo scioglimento del nodo della crisi, e per la sua soluzione rivoluzionaria.

 

                                                                                    Combat

 

Milano: Respingiamo il foglio di via

6 luglio 2009

Appuntamento giovedì 9 luglio alle ore 9
al TAR, in via Conservatorio angolo corso Monforte

 

Giovedì 9 luglio avrà luogo la prima udienza relativa al foglio di via che la Questura milanese ha emesso contro Fabio Zerbini.
Il foglio di via è stato emesso proprio nei giorni in cui la lotta dei rifugiati sgomberati da Bruzzano tornava a infiammare la piazza milanese, otto mesi dopo i segnali di rivolta degli amici di Abba. Non è casuale che, in entrambe le occasioni, si manifestò un calunnioso attacco della stampa, preparando concretamente il terreno per una misura di polizia preventiva che fa parte di quel ampio armamentario di procedimenti con cui, da sempre, lo Stato cerca di intimidire criminalizzare e colpire interi collettivi e la loro iniziativa politica, cercando di isolarla dai possibili movimenti di massa.

Questa volta l’attacco mirato viene rivolto a un’esperienza, quella del Comitato antirazzista milanese, che, nella sua breve esistenza, ha dimostrato la possibilità, e l’efficacia, della lotta e dell’auto organizzazione dal basso (degli immigrati ma non solo), la possibilità e l’efficacia di superare vecchie e logore logiche di appartenenza politica per unirsi invece su obiettivi condivisi e praticabili come quello di combattere le logiche razziste, securitarie e militariste imposte dallo Stato, e di promuovere e sostenere, ovunque sia possibile, l’auto organizzazione e la solidarietà di classe fra gli sfruttati, fuori e contro qualsiasi logica istituzionale.       

 

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Una massa di "porcellum"!

21 giugno 2009

Referendum 21 giugno


Si-No-Astensionisti di governo-Astensionisti proporzionalisti

 

Le cessioni di sovranita’ europee impongono le semplificazioni, le funzionalizzazioni e le riduzioni di peso dell’apparato statuale e delle sue istituzioni giuridico-costituzionali.
E’ un processo storicamente determinatosi dentro il percorso di composizione e rafforzamento della potenza Europea, che si avvale del falso appoggio virtuale del voto referendario di modifica del passato sistema di assegnazione del “premio di maggioranza”.
In sostanza, se vincessero i si all’abolizione del “porcellum” il premio di maggioranza andrebbe alla lista elettoralmente vincente anziche’, come ora, alla coalizione.
Le posizioni politiche dei partiti sono condizionate dal mix di interessi governativi, di riproporzionamento dei rapporti di forza all’interno della maggioranza alla luce dei recenti risultati delle europee, di mera speranza di sopravvivenza elettorale.

In base a questi interessi, le forze politiche si schierano rispetto al referendum dando diverse indicazioni di voto, o di non voto.

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nuovo numero di Impulso!

20 giugno 2009

 

 

 

 

E' uscito il 4° numero della nostra fanzine

più contenuti, più comunismo

 

Scintilla

CON I SENZA SCARPE IRANIANI contro i loro preti-padroni

20 giugno 2009

Non saremo certo noi astensionisti a difendere la democrazia delle urne, peraltro visibilmente offesa dal blindato dei pasdaran di Ahmadinejad; ne’ ci schieriamo tra l’azero negazionista ed antisemita Mousavi e la “guida suprema” Khamenei.
Lo scontro tra la guida spirituale riformista Rafsanjani e quella “rivoluzionaria” Khamenei utilizza anche il terreno elettorale per il mantenimento o la conquista del potere in Iran, proponendo “aperture” o ristabilendo l’”ordine” di Allah.
Questo scontro non ci appassiona piu’ di tanto, cosi’ come non ci appassiona il timido confronto tra le potenze U.S.A. e U.E., abituate a sacrificare i tanto sbandierati “diritti umani” sull’altare dei medesimi interessi profittuali e confliggenti.
Restano, e queste ci riguardano di piu’, le legittime aspirazioni dei milioni di donne e uomini in piazza, ingannate e brutalizzate da decenni di cappa Komeinista, ed attualmente repressi ed uccisi per le strade.
Seppur utilizzata, e probabilmente condannata al fallimento, la rivolta della “societa’ civile” Iraniana contro l’oscurantismo medioevale dei suoi preti-padroni, e’ da sostenere, per l’oggi e per il domani.
Certo, se in Iran la “societa’ civile” si muove davvero, qui da noi e’ parecchio latitante, intrappolata tra il proprio misero “privato” e l’incapacita’ storica ormai di indignarsi per alcunche’.
Quanto alla societa’ della politica, destra e sinistra silenti, trasversalmente attenti ai rapporti economici col protagonista mediorientale Iraniano, meno a quelli della liberta’ e della democrazia di cui amano riempirsi la bocca.
…..E i movimenti, quelli sempre ( meno e di meno! ) in piazza, dove stanno?
…..E i pacifisti, gli ex antiamericani oggi convertiti al verbo del messia nero Obama, che fanno?
Non e’ che, in fondo in fondo, il boia Ahmadinejad gli sta’ un po simpatico, per quel suo stare “dalla parte palestinese” contro gli ebrei, e magari anche per quel suo ( piccolo e non provato, per carita! ) arsenale nucleare “antiamericano ed antiisraeliano” ?

Noi siamo contro tutti i boia, al fianco delle rivolte
contro tutti i regimi, le oppressioni, gli stati.
La nostra rivoluzione dei “senza scarpe”
non prevede preti, ne’ mullah!

 
Infedeli di tutto il mondo, unitevi!

 

                                                                                                                                                                                    Combat-Roma

Roma: Assemblea astensionista a S.Lorenzo

31 maggio 2009

ASSEMBLEA ASTENSIONISTA
Lunedi’ 1° giugno ore 17.00 via dei volsci 30

 

Noi non votiamo non perche’ la destra, o la sinistra, o il governo non fanno il loro mestiere; lo fanno tutti, il loro mestiere, e tutti contro di noi.
Noi non ci sentiamo traditi da chi non ci ha mai rappresentato, o da chi ci da’ dei fannulloni ma poi diserta in massa le sedute parlamentari nazionali ed europee.
Noi non abbiamo interesse ad esercitare le liberta’ di plastica del diritto borghese, a scegliere chi sara’ il prossimo servo dei padroni, ed in suo nome comunque ci opprimera’, ci sfruttera’, ci ingannera’, ci illudera’.
Noi non votiamo perche’ pensiamo che il parlamento europeo non serva a trasformare la societa’ europea, ma ne sia, al contrario, un’espressione della volonta’ di potenza.

 

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Usa: Imperialismo "dal volto umano"

19 maggio 2009

A 5 mesi dalle sue elezioni Obama gode largo consenso fra gli americani e vasta popolarità negli altri paesi soprattutto fra minoranze e giovani. In particolare si rappresenta come il presidente che ha avuto il coraggio di chiudere Guantanamo, di rivelare al mondo le torture inflitte ai prigionieri politici, che chiede il ritiro dall’Irak occupato. Obama, come prima di lui Kennedy (quel Kennedy responsabile di aver iniziato la guerra del Vietnam), si accredita come l’uomo nuovo in grado di correggere l’immagine esterna dell’imperialismo, un obiettivo perseguito con cura (tanto da essere accusato in patria di raccogliere più risultati di facciata che di sostanza in politica estera) per smarcare la differenza con “l’era Bush”. La realtà è un po’ diversa.

 

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Rinaldini: tempi duri per i troppo buoni!

17 maggio 2009

 

Giro giro tondo,
casca il mondo,
casca la terra,
e tutti giu’ per terra.

 

 

In molti stanno cercando di nascondere la realta’ della crisi del settore auto e del gruppo Fiat : un processo di internazionalizzazione che prevede concentrazioni continentali, chiusure di interi stabilimenti, c.i.g., licenziamenti.
Ed invece di tentare una ritirata ordinata di classe, in molti, prendono per il culo!
Prendono per il culo facendo gli gnorri, e facendo scioperi poco propagandati, poco frequentati, ma soprattutto, mal frequentati, tra truppe sindacali cammellate e politicanti in cerca di una qualche resurrezione elettorale.
Tutto sulla pelle degli operai, che, anestetizzati dal bombardamento quotidiano subito, partecipano poco, pur incazzandosi parecchio.
Di fronte a questa situazione, quando un gruppo di operai passa dalle parole ai fatti, e si riprende la parola, diventa un “teppista” per tutta la panoramica politico-pubblicistica.

Bene, “cari” signori parassiti, della politica e del sindacato, di destra e di sinistra, dovete sapere che ci avete definitivamente rotto i coglioni.
Volete farci subire, senza neanche protestare!
Anche in tempi di crisi, continuate a fare la bella vita, sulla nostra pelle.
Abbiamo intenzione di rendere la vostra ( bella ) vita almeno un po’ piu’ difficile, e guadagnata.

 

                                                                                                                    Combat

Collegare le lotte operaie

16 maggio 2009

 

 

 

Resistenza di classe alla crisi capitalistica. Lotta autorganizzata senza “sponde” parlamentari. La coscienza di classe nasce dalle esperienze più avanzate di lotta e si collega politicamente con le avanguardie proletarie. Nella prassi quotidiana. Nelle azioni di contrasto contro l'ordine costituito ed i suoi sostenitori.

                                                                                                        leggi tutto...

Roma: 1°maggio - Combat contro il capitalismo!

30 aprile 2009

Il lavoro salariato diviene sempre piu’una maledizione per tutta l’umanita’,
da cui liberarsi al piu’ presto.
Il 1° maggio,
lontano da concertoni, concertini e concertazioni,
e’ sempre stato un giorno di lotta di classe.
Noi non abbiamo cambiato idea!
Autonomi da partiti e sindacati, siamo stanchi di sfilare e chiacchierare,
per giunta quando e dove ci costringe la sicurezza dei padroni.
La crisi ci impone di fare sul serio

 

1° MAGGIO INTERNAZIONALISTA
il nemico e’ in casa nostra!

 

Al di la di innocui slogan, stiamo subendo i colpi della crisi.
Noi, lavoratori di qualsiasi nazione, colore, religione, stiamo pagando la crisi dei padroni, dei loro tentativi di uscirne vivi, delle loro possibili soluzioni.
E’ un loro problema, non il nostro!
Noi stiamo solo subendo lavorando di piu’ e peggio, molto precari e poco sicuri, lasciandoci spesso la pelle.
La nostra forza si e’ ridotta, e cosi’ i nostri diritti, le nostre conquiste, le nostre liberta’ di scioperare, e di manifestare.
Eppure, nonostante ci stiano togliendo anche l’aria per respirare, ci dicono che la soluzione della crisi dipende da noi, soprattutto da noi; dal nostro senso di “responsabilita’ nazionale”, cioe’ dalla nostra presunta vocazione di classe a subire , senza neanche protestare.
Ci vogliono silenziosi e maturi, come sempre padroni-governi e sindacati ci hanno voluto, e come sempre sara’ una fregatura per noi.

Noi rifiutiamo questi inviti, non abbiamo patrie da sostenere o risollevare.
Questa crisi non e’ la nostra, e di risolverla aumentando la nostra fatica per mantenere e riacquistare ricchezza, accumulazione e bella vita per i padroni, non se ne parla.
Vogliamo sopravvivere alla crisi e vivere per il futuro, e lo possiamo fare solo come classe, perche’ come individui saremmo spacciati e vinti in partenza.
E’ venuto il momento di fare in proprio, di pensare in proprio, di organizzarsi in proprio, di essere immaturi ed irresponsabili.

immaturi ed irresponsabili per il padrone

MATURI E RESPONSABILI PER LA RIVOLUZIONE.

 

1° MAGGIO: ore 10,00 presidio p.za della Repubblica

 

9 MAGGIO: ASSEMBLEA OPERAIA CITTADINA
ore 15.30 al dopolavoro ferroviario di roma termini
( sottopasso alt. bin. 23 )

 

                                                                                                                                         Combat

 

Francia: Salariati di Caterpillar, Continental, Toyota, Lear, elettrici, postali, ospedalieri… e tutti gli altri, la stessa lotta !

24 aprile 2009

Dalla parte padronale, sostegno garantito del governo e dei tribunali. Un esempio: la Caterpillar (veicoli da costruzioni) nell'Isère: la direzione annuncia la soppressione di 733 posti di lavoro; gli operai rispondono, occupano i locali per più notti; la direzione porta 19 salariati davanti al tribunale, che li condanna per <<intralcio alla libertà di lavoro>> e <<occupazione illecita dei locali>>. E' comunque curioso che nessun tribunale condanni mai qualche padrone per <<intralcio alla libertà di lavorare>> dei salariati che gettano sul marciapiede "sfruttamento illecito" degli altri!

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Russia: l'insicurezza sociale dei lavoratori e la sicurezza preventiva dello Stato

19 aprile 2009

La crisi economica ha colpito duramente la Russia e il suo mercato finanziario.
Il vice-premier Igor Shuvalov ha ammesso che in ottobre e novembre del 2008 il sistema finanziario russo era "sull'orlo di seri problemi strutturali".
Come già fatto dagli Usa e dai maggiori stati europei anche lo stato russo sta aiutando le sue imprese più grandi e più a rischio, all'oggi, per aiutare l'Avtovaz il colosso automobilistico che produce le auto del marchio Lada, sono previsti stanziamenti per 20 miliardi di rubli.
La situazione del settore auto è in forte crisi: l' Avtovaz nel mese di gennaio ha bloccato le
sue catene di montaggio, mentre durante i mesi di febbraio e marzo vi sono state frequenti interruzioni, un fenomeno già verificatosi in europa.

L'avtovaz assieme al suo indotto dà lavoro a centinaia di migliaia di persone.

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Le catostrofi del profitto...e i profitti delle catostrofi

14 aprile 2009

I movimenti tettonici hanno fatto tremare la terra d’Abruzzo e trecento persone sono morte sotto le macerie. Tante quante, non dimentichiamolo, una settimana prima erano state inghiottite dal mare nel Canale di Sicilia.
Due tragici eventi che non sono fatalità.
Seicento morti (ci si permetta, fautori della purezza italica o padana, di fare la somma!) che vanno ascritti sul libro nero non del destino ma di questa società capitalistica in cui gli interessi vengono prima della persona umana e della sua vita.
Nel Canale di Sicilia sono le leggi italiane contro l’immigrazione che spingono i disperati della terra a salire sulle carrette del mare; in Abruzzo è responsabile la sistematica violazione, spesso legalizzata, delle leggi.
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Crisi e classe

10 aprile 2009

La crisi finanziaria mondiale, ormai tutti lo ammettono, avrà pesanti ricadute sulla condizione del proletariato, sia in termini di disoccupazione, che di potere d’acquisto dei salari e delle condizioni lavorative.
Per non parlare dell’induzione sociale più larga che la crisi produrrà sui servizi sociali, su prezzi e tariffe, sulla qualità della vita.
Tutti lo ammettono ma, come sempre, l’individuazione delle cause, il giudizio su di esse e la “cura”, risentono inevitabilmente della collocazione politica e di classe dei commentatori.
Come comunista penso si debbano mettere bene in luce i meccanismi classici del capitalismo che stanno alla base della crisi: la sovrapproduzione, soprattutto finanziaria e creditizia; gli squilibri tra produzione e consumo; lo sviluppo ineguale tra paesi ed aree; la concentrazione e centralizzazione del capitale.
Essi si sommano, e s’intrecciano al nuovo dell’epoca del liberismo imperialista, come l’assurgere al ruolo di creditori da parte dei paesi di nuova industrializzazione e l’ingresso nei processi di valorizzazione del capitale di tecnologie informatiche, biotecnologie. Lo stesso sviluppo abnorme del credito al consumo può anche essere definito “processo di privatizzazione del welfare ed del deficit spending”.

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Terremoto in Abruzzo

6 aprile 2009

A tutte le famiglie colpite da questo disastro:

Non siamo insensibili al vostro dolore.

Vi siamo, anzi vicini nonostante la distanza geografica; siamo con voi e non ci tireremo indietro nell'offrire un segno concreto della nostra solidarietà.

Non possiamo non nascondere però l'amarezza e la rabbia su come questo disatro naturale tanto distruttivo non sia stato previsto dai costosi e presenti monitaraggi dell'attività sismica, e su come le infrastrutture locali  non siano ancora all'altezza di contrastare e affrontare queste calamità.

 

                                                                                                                                                                                                  Scintilla

'No justice, no peace!'

2 aprile 2009

 

Sono passati 17 anni dalle giornate in cui tutta la città di Los Angeles venne travolta dalla rivolta che scaturì a seguito  del pestaggio da parte di poliziotti bianchi di Rodney King, un tassista nero. Sono tanti gli episodi che il conformismo giornalistico e professionisti della politica ci ricordano puntualmente. Sono sempre pronti a celebrare ricorrenze; se queste poi si possono prestare a divenire strumento delle loro lotte politiche allora la cosa viene anche meglio.

 

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28 marzo: o voi, o noi - o tutto o niente!

27 marzo 2009

 

 

 

Abolizione contratto nazionale e diritto di sciopero, aumento pensionistico.
Contro il riformismo antioperaio
difesa democratica o lotta di classe?

 

 

 

La crisi accelera la ristrutturazione sociale e la lega alle riforme di sistema.
Lo snellimento dell’apparato burocratico dello stato, la sua funzionalizzazione ai processi di cessione di sovranita’ al blocco economico europeo fa il paio con l’attacco terminale, definitivo alle residue rigidita’ normativo-contrattuali del mercato del lavoro.

La spoliazione del carciofo dei diritti e delle conquiste operaie e’ stato completato, con l’avallo unitario del sindacato di stato e della repubblica bipartita.

                                                                                                          leggi tutto...

Spagna, gli studenti protestano il governo bastona

22 marzo 2009

Anche in Spagna nel mese di marzo è iniziata una diffusa contestazione da parte dei movimenti studenteschi. Le proteste sono rivolte contro la scelta del governo spagnolo di aderire al piano "Bologna" un progetto comune a livello europeo che investe la scuola superiore e l'università. Questo piano prevede che entro il 2011 si arrivi a un omologazione all'interno dell'UE dei titoli e della docenza universitaria. 

 

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Gratta il razzista, trovi il farabutto (ma anche il criminale)

19 marzo 2009

La giunta Moratti-De Corat[t]o-Salvini si presentò sulla scena milanese con un programma di ordine e pulizia, contro il «degrado», ovvero contro immigrati e proletari, soprattutto contro gli immigrati-proletari. Il 27 febbraio 2007, a pochi mesi dal suo insediamento, esordì con la fiaccolata razzista in viale Monza. Nel frattempo, la Letizia aveva assunto un' allegra brigata di amici: 51 allegroni che si ciucciano stipendi da 14.000 euro al mese. Per fare che cosa? Non si sa di preciso, sono consulenti...

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Contro l'elemosina del partito di dio

17 marzo 2009

 

 

 

 

 

La chiesa cattolica si prepara ad attraversare la crisi capitalistica mettendo in campo tutto il proprio apparato propagandistico ed organizzativo, spargendo, insieme alla “dottrina sociale” le briciole della solita’ carita’ cristiana.

 

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MANIFESTAZIONE FIAT 27 FEBBRAIO 2009 POMIGLIANO

20 febbraio 2009

Ciao Ciao 2008, benvenuto 2009.

12 febbraio 2009

Un anno è finito e un'altro inizia. A noi uomini non è dato sapere ciò che il destino già sa. Nell'attesa di scoprirlo, guardiamo alcuni fatti per noi importanti del 2008, fatti storici per molti aspetti.

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Gaza: terra stanca!

28 dicembre 2008

Stati che attaccano, stati che rispondono, aggressioni e difese, rappresaglie e resistenze sono tutte ideologie per far scannare i proletari su tutti i fronti, per i profitti dei loro padroni, intruppati nei loro eserciti, ubriachi di nazionalismi e millenarismi fondamentalisti.

Ritocca a Gaza, ai suoi bambini decimati dall’ennesima rappresaglia Israeliana naturalmente giustificata dalle provocazioni missilistiche di Hamas, scarsamente interessata alla "tregua" del "nuovo corso" Obama.

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