Roma: assemblea astensionista a S.Lorenzo
31 maggio 2009
Dopo la crisi, la competizione globale vedra’ nuovi attori, e sara’ piu’ dura.
Per questo, i padroni europei si stanno attrezzando, cercando di rafforzare la loro Europa, snellendo parlamenti ed apparati statuali.
La tendenza sovranazionale al bipartito risponde alla necessita’ storica di adeguare le forme della sovrastruttura all’accentuata velocita’ del movimento reale.
In definitiva, la doppia tornata elettoral-referendaria e’ un tentativo dei padroni di affrontare ed uscire dalla crisi con meno danni possibile, anzi, rafforzati rispetto alla nuova “alleanza”
U.S.A.-Cina, magari sotto l’egida della rispolverata ideologia della globalizzazione temperata e della “economia sociale di mercato”.
Certo ognuno ha la sua croce; i padroni devono sopravvivere alla crisi, i partiti all’astensionismo, i partitini alle soglie di sbarramento.
Noi, invece, abbiamo la pelle da salvare, e lo possiamo fare solo con la lotta, solo con una nostra organizzazione autonoma e di classe.
Noi questa crisi non la vogliamo risolvere, ne’ vogliamo pagarne il prezzo.
Noi questa crisi la vogliamo approfondire, renderla irrisolvibile,
scioglierla in senso rivoluzionario.
Il parlamento europeo non serve ai padroni, figuriamoci ai proletari!
Referendum: il nostro astensionismo attivo contro tutti i sistemi di voto.
Molti dei novelli astensionisti di oggi al prossimo referendum del 21 giugno sono solo nostalgici del proporzionale, urlatori della democrazia “violata” dal maggioritario.
E’ il club dei trombati ad accanirsi di piu’ contro le soglie del 4%, presenti sia nel passato “porcellum” che con qualsiasi risultato referendario.
In sostanza, la modifica del presente sistema elettorale riguarda il divieto di candidature multiple e l’attribuzione del “premio di maggioranza” alla lista e non piu’ alla coalizione vincente; il
“premio” quindi, non rinforza piu’ una “vera” maggioranza
( cioe’ una coalizione che abbia almeno il 50% dei voti ), ma il primo partito ( che, con il 30-35% dei voti, otterrebbe alla camera il 55% dei seggi ).
E’ chiaro che, con questa possibile “novita’”, il partito di maggioranza relativa potra’ vincere il “premio di maggioranza” senza aggregarsi con nessuno, conseguendo la maggioranza assoluta da
solo.
Una truffa nella truffa!
Per quanto ci riguarda, al di la del risultato referendario ( e quindi anche di un suo annullamento per l’astensionismo ), si conferma la tendenza ad una maturazione complessiva del sistema della
democrazia borghese, con semplificazioni e snellimenti di procedure ed iter parlamentari ( con conseguente riduzione di liste, partiti ed onorevoli ) e con il rafforzamento del premierato dentro un
generale riequilibrio dei poteri dello stato.
Noi non votiamo al referendum perche’ siamo antiparlamentari, e contrari all’uso ed all’esercizio della “sovranita’ popolare” virtuale; il ricorso al voto ed ai
referendum sono una forma di imbroglio ma anche di corruzione ideologica riguardo il “potere del popolo”, buono solo per scegliere di passare dalla padella alla brace.
In tempi di elezioni tutti si appellano al popolo, dal governo che lo adula, all’opposizione che lo usa per riprendersi qualche poltroncina.
Poi ci sono gli utili idioti, girotondini di sempre, attacchini pronti con secchio, colla e manette a mezzo servizio di qualche stalinista o di qualche magistrato.
Noi siamo per la lotta di una parte del popolo contro un’altra parte del popolo.
Noi siamo per la lotta di classe, che non prevede consultazioni elettorali ne referendarie.
6 – 7 - 21 giugno: abbiamo altro da fare!
NON VOTIAMO!
alle europee ed al referendum
Noi non votiamo non perche’ la destra, o la sinistra, o il governo non fanno il loro mestiere; lo fanno tutti, il loro mestiere, e tutti contro di noi.
Noi non ci sentiamo traditi da chi non ci ha mai rappresentato, o da chi ci da’ dei fannulloni ma poi diserta in massa le sedute parlamentari nazionali ed europee.
Noi non abbiamo interesse ad esercitare le liberta’ di plastica del diritto borghese, a scegliere chi sara’ il prossimo servo dei padroni, ed in suo nome comunque ci opprimera’, ci sfruttera’, ci
ingannera’, ci illudera’.
Noi non votiamo perche’ pensiamo che il parlamento europeo non serva a trasformare la societa’ europea, ma ne sia, al contrario, un’espressione della volonta’ di potenza.
Noi non votiamo al referendum perche’ le funzionalizzazioni dell’apparato statuale e degli istituti giurico-legali sono un affare per i padroni europei, e per la loro concorrenza sul mercato
mondiale.
Noi non votiamo perche’ pensiamo che, nell’epoca storica del capitalismo pluripolare, non ci sia alcuna convenienza, alcuna utilita’ nell’utilizzo proletario di qualsiasi scranno parlamentare, anche
solo come tribuna di denuncia.
Altri sono i centri del comando imperialista,
per noi insindacabili, da noi intoccabili.
Per ora……….
Combat
