Le nuove misure contro gli immigrati
14 agosto 2008
da www.paginemarxiste.it
Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” approvato dal governo a metà maggio si compone di un decreto legge, entrato subito in vigore, un disegno di legge e tre schemi di decreto legislativo.
1) Decreto legge (convertito in legge a fine luglio ):
- militari con poteri di polizia nelle città (zone ad alta densità di immigrati); è una misura largamente di facciata, con la quale il ministro della Difesa La Russa ha voluto prendersi qualche alloro in tema di legge e ordine, suscitando l’irritazione dei corpi di polizia. Ma il messaggio che manda è sempre quello: c’è un fronte interno su cui combattere, nel quale il nemico sono gli immigrati
- più poteri a sindaci e polizia municipale in tema di “incolumità e sicurezza”;
- aggravante di pena del 30% per i reati commessi da clandestini e irregolari: la legge non è più uguale per tutti.
- espulsione degli stranieri, anche comunitari, che abbiano subito una condanna a 2 anni (anziché 10)
- reclusione fino a sei anni per falsa dichiarazione di identità;
- confisca appartamenti affittati a immigrati irregolari; da 6 mesi a 3 anni di carcere.
Un milione di immigrati irregolari dovrebbe quindi dormire sotto i ponti... !
In realtà già ora i padroni di case non affittano agli irregolari, ma a parenti o prestanome: quindi basterà loro dire che sono entrati abusivamente in casa loro, e farli arrestare, tenendosi le lucrose pigioni fatte pagare anche per un posto letto...
2) Disegno di legge:
- introduzione del reato di immigrazione clandestina: arresto, reclusione da 6 mesi a 4 anni. Con il reato di immigrazione clandestina si trasforma in delinquente chi fugge da condizioni insostenibili; si rende inattuabile il “diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio”, proclamato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 13) e della Convenzione Europea dei Diritti (art. 2, prot. 4), e in altre dichiarazioni solennemente strombazzate dalla “comunità internazionale”.
- introduzione del reato di accattonaggio (peraltro c’era già nel d.l. Amato): non è più reato solo lo sfruttamento di minori per l’accattonaggio. Si condanna alla galera chiunque, trovandosi in difficoltà, chiede una mano;
- agenzie di money transfer: avranno l’obbligo di segnalazione alla PS di chi è sprovvisto di permesso soggiorno; vengono cioè trasformate in propaggini dell’apparato repressivo; - le persone rinchiuse nei CPT (rinominati “centri di identificazione ed espulsione”) potranno essere trattenute fino a 18 mesi (anziché 60 giorni), anche se non hanno commesso reati!
1° schema di decreto legislativo: norme più restrittive per ricongiungimento familiare (tra cui il costoso test del DNA per verificare la parentela)
2° schema decreto legislativo:
- diritto di asilo: se la domanda è respinta dall’Italia, l’appello si può fare solo nel paese di provenienza, quello contro la cui persecuzione si chiede asilo...
3° schema di decreto legislativo (sui cittadini comunitari):
Dopo 3 mesi di permanenza in Italia essi devono fornire:
a) dimostrazione di reddito da attività lecite e dimostrabili;
b) registrazione anagrafica
L’assenza di a) o b) è “motivo imperativo di pubblica sicurezza” per l’allontanamento;
in attesa del provvedimento, trattenimento in CPT fino a 15 giorni.
Una badante o donna delle pulizie o cameriera polacca o rumena, o un operaio agricolo o edile degli stessi paesi, che i datori di lavoro non vogliono mettere in regola, potranno essere espulsi, anche se già residenti in Italia, perché non possono dimostrare di avere un reddito da attività lecite!
Da un lato si allentano i controlli su chi sfrutta il lavoro nero (vedi l’articolo sulla manovra d’estate), dall’altro si aumenta la repressione di chi è sfruttato in nero.
Contro i rom è stata varata la prima disposizione apertamente razziale dell’Italia repubblicana, con la presa delle impronte digitali a tutti i bambini dei “campi nomadi”, in realtà dei rom, che non sono affatto più nomadi di quanto lo siano tutti gli altri immigrati. Un provvedimento che tende a criminalizzare tutta un’etnia, anziché risolvere i casi di sfruttamento dell’accattonaggio e dei furtarelli.