L'attacco alla "democrazia" e le sorti dei comunisti
14 dicembre 2009
pubblichiamo un articolo dei compagni della "Volante Rossa" in merito all'aggressione subita ieri dal premier Silvio Berlusconi
In poche ore si è diffusa la notizia che Berlusconi è stato attaccato da un proletario ingegnere di 42 anni che esasperato lo ha colpito con un oggetto.
Grande commozione generale bipartisan con Berlusconi che si dà del miracolato e con parole di solidarietà di tutti i leader di partito italiani. Nel guazzabuglio è finito anche Paolo Ferrero,
segretario del Partito di Rifondazione Comunista, che da buon evangelico ha sottolineato che lui sostiene la democrazia, quindi si esprime in solidarietà della povera "vittima". Per Paolo Ferrero
Berlusconi è la Democrazia!!
I giornali, le radio, le tv stanno trasmettendo da ieri sera ininterrottamente propaganda a sostegno del capo del governo, per sensibilizzare l'opinione pubblica e farlo considerare un martire,
un santo.
Paradossalmente l'unico (dei partiti istituzionali ovviamente) che ha avuto il coraggio di affermare che il gesto dell'aggressore è dovuto alla mancanza di condizioni di vita dignitose, a causa
dei tagli in tutti i settori della società e sopratutto in quello lavorativo (in Italia ci sono 7 milioni di operai in Cassa Integrazione, è bene ricordarlo!), è stato Antonio Di Pietro.
Il fatto che un liberale di destra sia l'unico ad esprimersi in sostegno dell'esasperazione di un proletario è una cosa che deve far riflettere circa la reale opposizione
che i partiti della sinistra borghese rappresentano in questo paese.
Noi crediamo che gesti come quello di ieri non portino a nulla, che siano addirittura controproducenti sia dal punto di vista individuale, perchè gli daranno sicuramente il carcere, sia dal punto
di vista collettivo, perchè ora ci bombarderanno di propaganda con messaggi di santificazione pro-berlusconi, a sostegno del governo e contro "la sinistra".
L'attacco alla sinistra in realtà poi si manifesterà come attacco ai centri sociali, ai movimenti antifascisti, ai rivoluzionari marxisti, agli anarchici e a tutti i movimenti proletari
d'opposizione. TV e giornali cercheranno di criminalizzarci manipolando l'informazione per sensibilizzare l'opinione pubblica.
L'unica sola e vera alternativa a questo governo, al sistema di cui esso fa parte, è ricostruire il partito comunista. Ricostruire un partito rivoluzionario del proletariato che
difenda ad intransigenza gli interessi di classe. Non possiamo limitarci a fare movimenti di carattere localistico, autonomo o vagamente antirazzista o antifascista. Siamo ad un livello molto
alto nello scontro Capitale-Lavoro, che se a breve non vedrà un rialzamento della classe operaia, che può avvenire solo con la guida del partito comunista, porterà la borghesia a decretare
fuorilegge tutti i simboli delle avanguardie del proletariato, condannandoci così inesorabilmente alla clandestinità.
Nell'epoca dell'imperialismo, dopo una crisi del Capitale come quella del 2008, non possiamo permetterci di essere autoreferenziali. Mentre la classe operaia di tutto il mondo scende in lotta
spontaneamente, i comunisti restano a perdere tempo i centri sociali, spazi autogestiti, e sembrano incoscientemente aspettare il braccio forte e nero della repressione che
arriverà inesorabile.
Lanciamo quindi un appello nazionale a tutte le forze rivoluzionarie marxiste ad avviare immediatamente dopo Natale un percorso di confronto che abbia come scopo la ricostruzione della
sezione italiana dell'Internazionale, perchè da ciò dipende la nostra vita e la nostra morte.
La Volante Rossa
14/12/2009
