Centinaia di lavoratori clandestini arrestati negli Usa
3 giugno 2008
Il 12 maggio 390 immigrati (di cui 314 uomini e 76 donne) sono stati arrestati nello Stato dell'Iowa per il reato di clandestinità. Il reato di clandestinità consiste nell'entrare irregolarmente
nel territorio Usa. Così per questi compagni di classe si sono aperte le porte del carcere. Questi lavoratori provenivano per lo più dal Centro America. In particolare 290 lavoratori provenivano
dal Guatemala, 93 dal Messico, tre da Israele e 4 dall'Ucraina. Lavoravano per conto della Agriprocessors Inc. la più grande industria di imballaggio di carne kosher.
Il raid è avvenuto la mattina del 12 maggio da parte di agenti federali dell'ICE(Immigration and Customs Enforcement), una forza speciale che si occupa oltre che del controllo delle frontiere
anche del perseguimento dei reati legati alla clandestinità.
Per la quantità di persone arrestate, questa operazione è stata 'la più grande di questo genere negli Stati Uniti', stando a quanto affermato da Tim Counts un portavoce dell'ICE . [fonte:Henry
C.Jackson, The Associated Press]
Questi arresti sono solo gli ultimi di analoghe operazioni compiute contro centinaia di immigrati nei mesi scorsi.
Un raid simile fu compiuto anche l'anno scorso, in quel caso gli arrestati furono 361, molti dei quali furono successivamente 'espulsi e separati dalle loro famiglie' [fonte:'The Des Moines
Register, 13 maggio 2008].
I responsabili dell'ICE hanno detto che gli arresti sono stati di tipo "amministrativo" come se l'essere imprigionati potesse assumere diversi significati a seconda del tipo di arresto.
Il lunedì mattina del 12 maggio qualcuno dall'esterno ha provato col megafono ad avvisare i lavoratori che stavano entrando nella fabbrica, che gli agenti dell'ICE erano lì ad aspettarli.
"'Molti nella fabbrica hanno provato a nascondersi. Alcuni hanno provato a scappare" ma il raid era iniziato. I lavoratori hanno provato a cercare riparo nella vicina Chiesa Cattolica di
Postville, a St.Bridget nella quale dopo gli arresti alcune famiglie si rifugeranno con i bambini (la paura spinge i genitori a non mandare più a scuola i propri figli per timore di venire
scoperti). Gli agenti dell'ICE, armi in mano, urlavano di uscire fuori dai nascondigli. Perquisivano, dicendo ai lavoratori di togliersi di dosso qualsiasi indumento pesante, mettendo manette ai
polsi.[fonte 'The Des Moines Register, 13 maggio 2008].
L'Agriprocessors è stata informata dall'Amministrazione sulla Sicurezza Sociale in 5 lettere separate di discrepanze amministrative per ogni tassa annuale dal 2000 al 2005.
Oggi, avvocati e giudici affermano che la Agriprocessors non poteva non sapere che alle sue dipendenze c'erano immigrati clandestini.
Un'indagine del Dipartimento dei trasporti ha scoperto che un supervisore dell'Agriprocessors costringeva i lavoratori a comprare macchine da lui registrando poi le macchine sotto falsa identità.
Un investigatore ha scoperto che almeno 200 macchine sono state comprate in questo modo.
Il Dipartimento del lavoro ha individuato molti problemi legati alla sicurezza sul posto di lavoro, nella fabbrica; infatti dallo scorso ottobre ci sono 39 citazioni a riguardo.
Le multe inflitte all' Agriprocessors erano intorno ai 182.000 $, ma sono state ridotte a 42.750 $ dopo che la compagnia ha concordato nel voler correggere parte delle violazioni, che vanno da
depositi inadatti, al trattamento a mano di composti chimici nocivi, all' inadeguato addestramento nell'uso di respiratori.
L'indagine su queste violazioni erano state rallentate dal raid dell'ICE, ma sono state riprese.
A questa si aggiungono le notifiche dell'Amministrazione sulla sicurezza professionale che mostrano documentazioni di incidenti in fabbrica che hanno condotto a 5 amputazioni, una dozzina di casi
di fratture, ferite agli occhi e perdita di udito tra il 2001 e il 2006.
Degli arrestati, 297 si sono dichiarati colpevoli, e sono stati condannati. La colpevolezza riguarda l'uso di documenti falsificati. Circa 60 lavoratori sono stati rilasciati per ragioni
umanitarie, mentre altri 20 saranno espulsi.[fonte cbs5.com]
I lavoratori immigrati che lavoravano in Iowa hanno molto in comune con gli immigrati che sbarcano sulle coste italiane. La ricerca di un posto di lavoro, il desiderio di riuscire a dare ai
propri figli un futuro più sicuro, la fuga dalla povertà.
Ma non è solo questo che li accomuna con i lavoratori immigrati che lavorano nelle nostre città.
Una volta arrivati, le condizioni di lavoro sono le medesime: sottopagati rispetto ai lavoratori residenti, meno tutele sanitarie, discriminazioni continue, più precarietà, più
sfruttamento.
Medesimo è il comportamento dello Stato che adotta l'ipocrita atteggiamento di creare leggi sull'immigrazione, che li rilega in una posizione che è essa stessa precondizione del loro
sfruttamento, facilitando anche i casi di immigrati che finiscono in circuiti criminali.
Ma questo non è il caso degli arrestati nell'Iowa. Come della maggioranza degli immigrati che sono forza-lavoro da sfruttare per lo Stato ospite. Alle borghesie nazionali ciò conviene: manodopera
ricattabile, che accetta di fare i lavori più ingrati; e conseguente divisione tra gli strati più poveri della popolazione che vede nell'immigrato la causa delle sue precarie condizioni. Sappiamo
che non è così, visto che ogni lavoratore immigrato produce con il suo lavoro, della ricchezza oltre che al necessario per il suo sostentamento. Più consumi, producono più lavoro. Il lavoro crea
altro lavoro.
C'è un ultimo aspetto che accomuna l'immigrazione, la repressione, e le condizioni dei lavoratori immigrati; come in Italia anche in America la questione immigrazione è un potente bacino di voti
nella campagna elettorale anche se negli Usa sono le minoranze etniche giocano hanno un'importanza maggiore come bacino di voti. I partiti strumentalizzano tanto i pericoli sulla sicurezza che
dicono essere minacciata dai clandestini, tanto i metodi che a volte considerano eccessivi, anche se sono loro stessi a convalidarne le leggi.
Ci sono state molte manifestazioni di solidarietà verso gli arrestati. La repressione delle famiglie operaie di Postville è una repressione che riguarda tutta la nostra classe, che non ha
divisione di sorta, nè di nazione, nè di razza nè di religione.
A fianco degli ex-lavoratori di Postville per l'internazionalismo comunista.
fr (scintilla)
