La finanziaria e le vecchie abitudini della borghesia

25 luglio 2008

La recente finanziaria, (ma vale per tutte) che dovrebbe essere approvata in autunno, apporta delle variazioni ai flussi di entrata (fisco) e di uscita che andranno poi ad incidere nel Pil del Paese.
Le direzioni verso cui si muovono di solito sono 2:

-ridurre il debito;  quindi vagliare una serie di misure di politica economica per perseguire tale obbiettivo

- tagliare le spese

Per noi, non esiste una differenza di espressione sociale tra i due raggruppamenti politici, centrodestra e centrosinistra, entrambi sono espressioni della borghesia italiana; in particolare, i grandi gruppi economici sono stati recentemente  vicini ( ma per certi settori il legame è storico)  al centrosinistra, mentre il settore imprenditoriale piccolo-borghese, nonchè ampie fasce di lavoratori autonomi, priofessionisti, commercianti sono state la base elettorale di riferimento del centrodestra.
Il secondo governo Berlusconi si era contraddistinto per aver emanato sgravi fiscali alla piccola borghesia, ma  l'ultimo governo Prodi, aveva iniziato a delineare una politica che tendeva a riequlibrare gli interessi della piccola borghesia (Riforma Bersani) attraverso proposte di liberalizzazioni e misure atte a minare i feudi incontrastati di questo settore, anche se fece presto marcia indietro dinanzi alle proteste di queste lobby. La questione era ormai divenuta tornaconto elettorale, il rischio di perdere voti importanti ha fatto mettere in standby il precedente governo nell''effettuare  tali misure.
La Confindustria nella campagna elettorale di inizio anno ha appoggiato esplicitamente il raggruppamento del centro sinistra, guidata dal PD.
Oggi, la nuova linea che potrebbe assumere la Confindustria, a detta di quanto affermato dalla Marcegaglia, tenderebbe a creare più coesione tra grandi e piccole imprese.
La posizione della Confindustria per il momento sembra voler dar credito e fiducia all'operato del nuovo governo.
Nel lanciare la nuova fase di Confindustria, la Marcegaglia afferma che è la Confindustria a rappresentare i lavoratori e non i sindacati. E' chiaro che la borghesia italiana in questo momento sente di possedere una predominante forza contrattuale sui lavoratori italiani ( e di questo i sindacati se non i fautori ne sono i complici), tale da potersi permettere affermazioni tanto boriose quanto paternalistiche. Il messaggio d'altronde non fa che rispecchiare la situazione di relativa calma e apatia politica dei lavoratori, sebbene qualche fiamma isolata si manifesti sempre.
E' il clima ideale possiamo dire, che permette alla borghesia di fare la voce grossa, oggi i lavoratori non hanno coscienza alcuna di una loro effettiva contrapposizione di classe verso il padronato, si spera al limite, chi più, chi meno in questa o in quella manovra "salvavita" di questo o quel partito .
Montezemolo, all'indomani della vittoria del centrodestra, affermava che le urne avevano "sancito la sconfitta di quelle forze che sono state anti-impresa", (riferendosi allo squallido tira e molla causus voti tra riformisti e sinistra 'radicale' che frenava iniziative di politica economica)
Confindustria quindi, non ha perso tempo nelle richieste al nuovo governo che possiamo sintetizzare:
- nella detassazione degli straordinari
- nell'ulteriore liberalizzazione del lavoro

da parte sua il governo impegnandosi a portare avanti tali richieste, avvertiva che occorre uno sforzo da parte della borghesia per correggere l'evasione fiscale, ossia pagare le tasse, per l'economia nazionale, fa la differenza specie in Italia.
Per adesso pensiamo che l'ampia maggioranza parlamentare di cui il governo dispone potrebbe facilitare la realizzazione di queste misure, a meno che la Lega, cui all'interno sembrano esserci forti malumori a causa del federalismo tanto agognato ma altrettanto  disatteso e ancora sotto forma di nebulosa, con le rimostranze di AN che frenano il tutto, non si tiri improvvisamente indietro nell'alleanza con il Pdl.
Il governo può oggi, attuare queste riforme e la borghesia spremere così sempre più plusvalore assoluto ai lavoratori.
La trovata dell'imposte, ossia dell'abolizione dell'ICI è stata più una manovra propagandistica che un aiuto alle famiglie; essa era già stata dimezzata dal governo Prodi, e la sua incisione sul tenore di vita delle famiglie (per anno ) è minima, non è per l'ICI che non si arriva a fine mese.
Il Sole 24 Ore in un impeto di realismo, ha commentato che la finanziaria "è modellata sulla partita IVA e sulle piccole imprese" ossia sarebbe il dividendo post-elettorale di Berlusconi.
E Confindustria per bocca del suo presidente ha messo subito in guardia sul fatto che non c'è nulla da restituire (ai lavoratori), non esiste nessun tesoretto, negando che i salari italiani siano fermi.
Il conto osserviamo noi, è un conto del pollo (e pure voluto visto che abbiamo a che fare con dei lupi) perchè per affermare ciò, prendono il monte salari comprensivo delle nuove assunzioni che sono aumentate. Se si osservasse il monte salari senza le nuove assunzioni la realtà che appare è ben diversa, e dimostra che i salari sono sempre più fermi, se non diminuiti.
Lo stesso Draghi aveva ricordato che i salari in Italia sono rimasti sostanzialmente fermi negli ulitmi 15 anni (tenuto conto del fiscal drag).

Di questa situazione della quale abbiamo già parlato (vedi) segni evidenti sono che in aprile di quest'anno si è registrato un calo dei consumi del 2,1%. L'inflazione aumenta e pesa come un macigno sui  salari.
Altro segno evidente è che vi è stato una diminuizione dei fatturati dei negozi piccoli ( -4,1%), mentre nei discount e supermercati l'aumento è stato del +1,4. Questi dati raffigurano bene la situazione: i lavoratori oltre a spendere meno, cercano prima di tutto il risparmio dove possono.
Ai provvedimenti di politica economica si aggiungono quelli giuridici. Ovviamente di classe, quella borghese. Sono state ridotte le pene per l'evasione fiscale, se un padrone non paga, riuscirà comunque ad avere un margine di guadagno visto l'esigua pena amministrativa (sempre se verrà sorpreso dai controlli assai premurosi per i lavoratori immigrati, per altri molto di meno).
Verrà modificato l'apprendistato, utile al padronato per pagare meno i neo assunti, che potranno lavorare come interinali.
Nel campo dell'agricoltura, si estende l'uso di contratti occasionali, che  potranno essere usati dappertutto, il che per la borghesia legata al settore agricolo è una vera manna, tali contratti non sono coperti neanche da tutele sindacali, e le tutele come malattie e infortuni vengono tolte.
Le manovre che esaminaremo anche in seguito, presagiscono altri duri sacrifici per i lavoratori.
Dinnanzi a tali manovre della classe dominante, quella che dovrebbe essere la sinistra di governo non trova di meglio da fare che lagnarsi per le leggi salvaprocessi, e per il taglio alle forze dell'ordine.
L'ex sinistra 'radicale' è impegnata ancora a leccarsi le ferite e le emoraggie di voti.
Noi che di governi amici non ne abbiamo mai avuti, ci prepariamo a far alzare quanta più ribellione e coscienza di classe nelle realtà dove siamo presenti.
Saremo al nostro posto, per la difesa e l'aumento dei salari, per la sicurezza nei luoghi di lavoro, fianco a fianco con i nostri compagni di classe immigrati, auspincando da comunisti, che le contraddizioni che stanno aumentando siano di impulso (anche se parziale) ad un risveglio della lotta di classe.

Lavoriamo per questo.

 

                                                                GS    (scintilla)