Gratta il razzista, trovi il farabutto (ma anche il criminale)
19 marzo 2009
La giunta Moratti-De Corat[t]o-Salvini si presentò sulla scena milanese con un programma di ordine e pulizia, contro il «degrado», ovvero contro immigrati e proletari, soprattutto contro gli
immigrati-proletari. Il 27 febbraio 2007, a pochi mesi dal suo insediamento, esordì con la fiaccolata razzista in viale Monza. Nel frattempo, la Letizia aveva assunto un'allegra brigata di amici: 51
allegroni che si ciucciano stipendi da 14.000 euro al mese. Per fare che cosa? Non si sa di preciso, sono consulenti...
Per far posto agli amici, la banda di Palazzo Marino non aveva esitato a scacciare, con le buone o con le cattive, i vecchi dirigenti del comune, che magari si accontentavano di più modeste prebende.
Qualcuno, comunque, si è incazzato, ed è ricorso alla magistratura, che ora indaga. Vedremo...
Ma il grande affare è l'Expo 2015, dove la banda di Palazzo Marino si trova in concorrenza con la 'Ndrangheta, ma un compromesso è sempre possibile. Intanto, la banda di Palazzo Marino cerca di
costituire una «propria» commissione antimafia, ovvero la volpe che controlla il pollaio...
Prosegue intanto lo sgombero dei campi rom, dove si può far la voce grossa, senza pericolo, dietro ai drappelli della forza pubblica.
Ma fino a un certo punto. A Palazzo Marino si comincia a temere che prima o poi i proletari si stufino di controlli, minacce e soprusi. E allora, la banda dà il via libera ai progetti di «controllo
totale»: alle telecamere e ai sistemi di video-sorveglianza. Con l'occasione, si può anche fare un favore agli amici, come a Roma, dove l'Unione degli Industriali ha fiutato il business e parteciperà
al progetto «Città sicura» con 600 milioni di euro.
E l'opposizione? Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò...
D.E.
