Spagna, gli studenti protestano il governo bastona
22 marzo 2009
Anche in Spagna nel mese di marzo è iniziata una diffusa contestazione da parte dei movimenti studenteschi. Le proteste sono rivolte contro la scelta del governo spagnolo di aderire al piano "Bologna" un progetto comune a livello europeo che investe la scuola superiore e l'università. Questo piano prevede che entro il 2011 si arrivi a un omologazione universale all'interno dell'UE dei titoli e della docenza universitaria.
A fianco degli studenti (per ora) sono scesi in piazza o hanno appoggiato la protesta anche un centinaio di professori e ricercatori. Se all'inizio delle occupazioni non ci sono stati momenti di tensione di rilievo, negli scorsi giorni la musica pare cambiata.
Reparti di polizia antisommossa hanno in diverse città represso duramente presidi e sit-in degli studenti.
Le scene sembrano quelle che sono già accadute in Italia all'università La Sapienza, a Roma.
Appare chiaro come il governo spagnolo voglia arrestare sul nascere delle possibili contestazioni studentesche, i fatti di Grecia sono ancora vicini in ordine di tempo e nessun governo compreso quello italiano vuole trovarsi in situazioni analoghe.
Di fronte alla dura repressione gli studenti a seconda del contesto in cui si trovano, dovranno valutare meglio quale forma di protesta adottare, visto che forme come quella dei sit in di questi tempi (non lo sono mai stati) mal convivono con la durezza dei manganelli.
Gli studenti di Barcellona purtroppo l'hanno imparato sulla loro pelle.
Queste risposte rappresentano, in potenza, quello che un governo, di qualsiasi colore, è pronto a ricorrere dinnanzi al pericolo di aumento delle tensioni sociali.
Oggi gli studenti, domani contro chiunque tenti di rialzare la testa, in maniera autonoma e organizzata.
chris (Scintilla)

